QUADRI
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SULLE OPERE


PREMESSA
Quello estetico per me è il motivo fondante dell'opera, il suo cuore misterioso e personale, avvolto dall'elemento intellettuale che è la sua traduzione comprensibile, la sua veste pubblica. Purtroppo, visto che esiste solo "negli occhi di chi guarda", dell'estetica non si può dir nulla di significativo. E la cosa si chiuderebbe qui. Tuttavia del contenuto intellettuale si può parlare eccome, dunque da quest'angolazione è ben possibile presentare le opere. Proprio per rispettare questo approccio selettivo, preferisco farlo da me.

La PRESENTAZIONE delle opere è sempre un'operazione difficile. Perchè quello che conta delle opere sono solo le opere, quegli oggetti che dopo essere stati realizzati viaggiano da soli nel mondo. Sono autonome, non hanno più bisogno dell'autore e tantomeno delle parole: titoli, presentazioni, analisi o spiegazioni vanno bene per fattori marginali come il periodo, lo stile, i riferimenti, ma per le cose primarie LE OPERE PARLANO DA SOLE perchè sono state create proprio e solo per questo: parlare e parlare certo non a parole, nel loro modo specifico. Parlare a chi le guarda in un certo modo, un modo estetico, come due che si vedono per la prima volta e che potrebbero diventare amanti. E poichè parlano direttamente ad ognuno, il rapporto è diverso con ognuno, ad ognuno dicono cose diverse. Inutile sperare di piacere a tutti, si può piacere solo alle persone che hanno una qualche similitudine con loro, persone che si riconoscono in loro.Per questo faccio solo cose che mi piacciono.

Per apprezzare qualcosa che non porta vantaggi pratici è necessario stare o porsi in uno STATO PSICOLOGICO specifico che ha come prima caratteristica la mancanza di stress. Non si può apprezzare un tramonto se si è convinti di essere inseguiti da un assassino ma neppure se si è troppo presi dalle mille cose pratiche della vita. Un punto essenziale e poco considerato. Premesso questo, meglio CONFRONTARSI con le opere con un primo approccio semplice, neutro. Li davanti, ignorare ogni informazione, ogni aspettativa, ogni pressione sociale e ogni problema. Essere ignoranti, irresponsabili, stupidi, aperti. Se l'opera non fa alcun effetto allora meglio passare oltre, qualunque sia l'opera non è obbligatorio esserne interessati, anzi dire "a me non mi dice niente" non implica insensibilità  ma personalità. Se l'opera invece fa un qualche effetto (o piace in senso latissimo), allora ha senso attivare la parte razionale, fermarsi e pensare, chiedersi perchè ci ha fatto un effetto.

Oggi non sembra contare molto la BRAVURA. Ma senza la bravura cade tutto. Senza la bravura non si può riportare, rappresentare ed esporre correttamente un'idea, una sensazione, un concetto. Oggi il concetto di bravura è molto ampio e per essere precisi non è il concetto do bravura in generale che viene sottovalutato ma specificamente quella manuale, perchè sembra un pò troppo naif. Invece è proprio quella che fa la differenza, quella che genera un piccolo miracolo, che trasforma veramente una cosa.

Chi dipinge deve per forza confrontarsi con la questione fotografica (e ultimamente anche con quella dell'Intelligenza Artificiale). La fotografia ha occupato i campi della pittura e questo ha convinto tutti (anche a me) che la pittura fosse morta. Certo la fotografia riproduce meglio, ricorda meglio, definisce e rifinisce meglio, illumina meglio, elabora meglio. Ma deve sempre partire da qualcosa, non può INVENTARE; questo è un campo rimasto di competenza della pittura. Appurato questo (ma anche per una personale predisposizione), da molti anni l'invenzione è alla base della mia pittura, l'unico punto fisso. Non sono ammesse copie o riferimenti diretti, se non so come è fatto qualcosa vado a vederlo e poi abbandono il riferimento.

Le opere NASCONO come idee che girano confusamente nella testa e che vengono rappresentate quando nel loro turbinare si mescolano, si uniscono o si girano in un certo modo, un modo che "dice qualcosa". Ma è un qualcosa che non ha significato logico ne' descrivibile, è un mistero. infatti cè sempre una parte che mi dice "ma che cavolo la fai a fare st'opera! E' una caxxata, non significa niente. A volte quella voce ha ragione ma a volte accade proprio l'opposte e le opere più significative sono proprio quelle che sono state più avversate da quella vocina.

Il MISTERO è il vero protagonista dell'opera. E' come una narrazione mitologica. Addirittura chiedersi cosa significhi un'opera potrebbe considerarsi una domanda sbagliata visto che il mistero è tale perchè non si conosce e - soprattutto - perchè appena si conosce scompare e si esaurisce anche il senso dell'opera. La maggior parte del tempo della realizzazione dell'opera è dedicato a comporre questo mistero in modo che sia più evidente possibile. Una specie di scena teatrale dove tutto è posizionato, dimensionato e illuminato a questo fine, ma dove non esiste neppure una regola. Il mistero è forse il senso dell'opera, ed è il suo fascino.
Il FASCINO è l'effetto più piacevole del mistero. Sensazione di qualcosa che non riusciamo a comprendere ma che ci dà  un'impressione positiva. E' il cugino riservato della bellezza, che invece ride e canta a voce alta.
L'OMBRA è l'ambiente ideale del mistero e quindi del fascino. Quello che accade nell'ombra non è mai preciso e nitido, ricorda un sogno e proprio questo esalta l'elemento psicologico di quello che accade.
SOGNO oggi significa molte cose, nelle mie opere è la rappresentazione visiva del desiderio e della paura, è ricordo, evocazione, nostalgia, aspettativa, metafora, tutto quello che non esiste.

Il DESIDERIO E IL QUADRO. Il desiderio è il motore di tutte le azioni, il senso della vita, una "imprescindibilità". Ma è anche l'indicatore di un infelicità perchè è il risultato di una mancanza. Infatti desideriamo solo le cose che non si possiedono. Quando poi le possediamo non le desideriamo più, il desiderio è scomparso e per vivere siamo costretti a desiderare altre cose. Un'impasse irrisolvibile. Meglio allora desiderare cose impossibili o meglio, rinviare il possesso di quello che desideriamo, la sindrome di ulisse. Un quadro per chi lo realizza e chi lo possiede è una buona soluzione. E' una forma di ottenimento ma, essendo solo il surrogato, non fa scomparire completamente il desiderio per quella cosa.

INTELLETTO E SENSAZIONE La maggior parte delle persone con cui parlo davanti a un'opera dicono: "Mi piace ma io non me ne intendo". Non sanno che con questa frase danno all'arte un senso prevalente di intelletto e poco di semsazione. Ma questa è una posizione ambigua. Intelletto e sensazione sono sempre stati considerati elementi diversi e per certi versi contrapposti quindi non possono convivere paritariamente, bisogna decidere se un'opera debba essere prevalentemente estetica o prevalentemente intellettuale. Fatto questo sarà  tutto più chiaro.

CONTENUTO E APPARENZA E' altrettanto ambiguo pensare che il contenuto prevalga sull'apparenza. Se fosse davvero così non ci sarebbe bisogno di tecnica, di tecne. L'opera non andrebbe realizzata ma sarebbe sufficiente raccontarla o rappresentarla alla buona: un quadro ricopiato da uno che non sa dipingere avrebbe gli stessi contenuti ma un'apparenza diversa. Non c'è bisogno di spiegare il resto. E' per questo che seppur vituperata, la bravura resta un elemento indispensabile nell'arte.

PAROLA E IMMAGINE L'idea di spiegare un'opera visiva mi sembra di per sè una cattiva idea. Se qualcuno ha ritenuto di realizzare un'immagine vuol dire che ha voluto comunicare con questo strumento. E' proprio l'idea di spiegare che è erronea riferita ad un'opera. E' come voler spiegare una poesia con un'immagine: è fuorviante, è necessariamente una falsa interpretazione perchè gli ambiti sono diversi e l'uno non può spiegare l'altro. A questo va aggiunta la sostanziale ambiguità implicita nella parola: la spiegazione di un'opera può essere fatta in infiniti modi anche contrapposti tra loro mentre l'opera resta sempre una.

IDEOLOGIA E MESSAGGIO Mi considero un osservatore. Non ho una linea politica o filosofica precisa (perchè quella fa parte dell'intelletto). Perciò, anche ad evitare interpretazioni erronee, il messaggio che passano le mie opere è vago, è una notazione, non una risposta.


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