ARTURO PICCA
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PIANO B

Così come è accaduto nell'arte per le gallerie, anche nell'editoria le case editrici sono poco propense a produrre cose nuove. Forse perchè in questo momento di crisi è un'operazione rischiosa. O forse semplicemente perchè sono subissate dalla marea dell'offerta di prodotti culturali, che oggi superano stratosfericamente la domanda.
Da ragazzo andavo a parlare con l'editore, si chiacchierava, ti faceva conoscere gli altri, ti dava consigli e ti incoraggiava, ti invitava a pranzo.
I tempi sono cambiati e occorre farsi una ragione di questo.

Così, aprendo i cassetti, ho rivisto tutte le cose che negli anni avevo progettato, scritto, disegnato, dipinto. Molte sono andate perse, la maggior parte volontariamente distrutte, ma le altre sono lì, nei cassetti.
Ed ho capito che lì sarebbero certamente rimaste.
Ma guardandole, mi è sembrato che fossero più belle, più significative, più creative di quelle che avevano avuto la miglior sorte di essere pubblicate.
Allora la scelta è stata molto semplice: se non c'è modo per portarli alla luce attraverso le vie tradizionali, vuol dire che è arrivato il momento di usare un altro metodo: buttarle fuori casa esponendole su internet. Certo, esiste il rischio che qualche immaginario malintenzionato possa utilizzarle senza autorizzazione, ma in fondo questo è il male minore. Per chi è abituato, non occorre molto per produrre ancora e meglio.

Così, è bastato lavorare un pò su quei pezzi grezzi, creare o rifinire la veste grafica e presentarli, diventare un editore virtuale che non ha come scopo primario e necessario quello di vendere i suoi prodotti, ma quello di porli all'attenzione dei propri simili, dei lettori. Da un lato per motivi di egocentrismo, dall'altro sperando di fare una cosa utile o quantomeno piacevole.
Così nasce la casa editrice personale virtuale Piano B.
Piano B non va inteso come ripiego, bensì come risposta adeguata al contesto, come acquisita consapevolezza del fatto che il piano A, che nasceva dall'immaginario di un mondo dell'editoria pieno di gente interessante e colta, pieno di cose belle e culturali, indifferente al mercato, fosse solo un sogno personale.
Questo non vuol dire rinunciarvi, ma - almeno per il momento - riposizionare il tutto in un diverso contesto.

Ed eccoli qui, questi naufraghi. A poco a poco verranno recuperati, ripuliti ed esposti in questo piccolo spazio personale.
Buona visione
AP