ART
UNA TEORIA
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UNA TEORIA POSSIBILE

IL TERMINE
Nella pratica quotidiana "Arte" oggi è un concetto dilatato, confuso, a volte contraddittorio. Questo perchè il termine è usato in due sensi diversi: in un senso intendendo l'omonima istituzione, gli autori e le opere scelti da questa: "la Guernica è un'opera d'arte", in un altro per indicare l'attività  di chi realizza oggetti che ci piacciono: "questa pizza è un'opera d'arte!". Niente di male in sè, un ingarbugliamento che nelle lingue capita. Ma che la Guernica e la pizza siano entrambe "opere d'arte" e che Picasso e il pizzaiolo che l'ha fatta siano entrambi "artisti" non ci sta. Colpa del fatto che i due significati rappresentati da questo unico termine sono molto più distanti di quanto sembri: il primo descrive un contesto convenzionale e intellettuale, il secondo soggettivo ed estetico, il primo parla dello status dell'opera, il secondo della sua apparenza. ((il secondo si riferisce alle arti medievali, dove conta solto l'oggetto e la sua fattura, il primo all'arte dal Rinascimento in poi, dove conta e si codifica anche la comunicazione - del potere. Popolo e elite)).
ALLORA
Se i due ambiti non sono contigui, secondo logica solo uno è usato correttamente, dunque solo uno rappresenta propriamente il concetto di arte. Per capire quale sia, premesso che l'oggetto artistico contiene distintivamente sia elementi intellettuali che estetici (...), basta rispondere a questa domanda: l'arte è un ambito prevalentemente intellettuale o prevalentemente estetico? Cioè: in un'opera d'arte conta di più l'apparenza o lo status? Se è la parte intellettuale allora per capirla occorre studiare l'argomento e accettare regole, gerarchie e valori che pone l'istituzione che regola quest'attività. Se invece è estetica, siamo davanti ad un'attività  soggettiva, libera, senza regole generali e un'istituzione non avrebbe senso.
SOLUZIONE
A questa domanda non ho trovato risposta, tuttavia ho trovato una soluzione pratica: se l'arte fosse un'attività prevalentemente intellettuale non mi interesserebbe perchè questo è il campo dominato dalla parola e non dall'immagine. Inoltre non mi convince affatto il livello intellettuale degli artisti, visto che il titolo dell'Accademia non è il massimo in tal senso e l'artista è sempre stato tutt'altro. Quindi mi comporto come se fosse del secondo tipo: un'attività  prevalentemente estetica. Di conseguenza, come fruitore e come autore di opere, prima avverto se l'opera mi piace, se mi dice qualcosa, e solo dopo che cosa, senza seguire troppo le indicazioni di quelli più colti di me.
GUSTI
L'idea di un'arte prevalentemente estetica dunque mette l'accento sul gusto come primo strumento di lettura. Ma "de gustibus non disputandum est": sul gusto non si discute dice il proverbio (come "la bellezza è negli occhi di chi guarda" e altri) per ricordarci che non ci sono strumenti o regole per valutare e misurare il gusto. E quindi - lo so, è dura - bisogna accettare che non esiste bello e brutto, non esistono il buon gusto e il cattivo gusto e che anche i gusti più lontani da noi hanno lo stesso valore dei nostri.
NICCHIE
Le persone che hanno gli stessi gusti fanno parte di uno stesso gruppo, che potremmo chiamare nicchia estetica. I gusti sono tanti e altrettante sono le nicchie estetiche. Ognuna rappresenta e immagina la società in una certa direzione estetica e ognuna fa l'errore di litigare con le altre per far valere la propria estetica. Come detto è un'operazione impossibile, anche se la si guarda sotto il piano sociologico, perchè, vista l'imprevedibilità  degli sviluppi sociali, non è possibile neppure ipotizzare quale sarà quella futura (si pensi all'arte fascista). Una lotta che non porta mai ad un vincitore. Anche Arte Contemporanea è una nicchia estetica.
AC
Arte Contemporanea non sembra una nicchia estetica perchè è più potente e organizzata delle altre. Come le altre, tenta di far prevalere la propria estetica ma - come detto sopra - oggi non si può costruire un'organizzazione che gestisca l'estetica perchè "la bellezza è negli occhi di chi guarda". Solo il sovrano aveva sufficiente potere per farlo e il nome "Accademia delle Belle Arti" la dice lunga in merito. Insomma, oggi non si può vincere con l'estetica. Così AC ha dovuto svalutarla (fittiziamente) a favore del contenuto intellettuale (l'invenzione dell'arte concettuale), che si presta ad una gestione basata su titoli inoppugnabili. Così le opere selezionate ricevono anch'esse uno status inoppugnabile (si può dire che la Guernica non ci piace ma non che non è un'opera d'arte). Questo meccanismo ha permesso ad AC di prevalere, tanto da farla diventare sinonimo di Arte tout court e ponendo le altre nicchie in una posizione di serie B, di arte tra parentesi. Per questo oggi molte persone ritengono di non essere abbastanza preparate per apprezzare le opere d'arte. Questa forzatura però rende difettoso il funzionamento dell'istituzione e la costringe ad una forte autoreferenzialità. Cosa che la pone sotto la sferza della critica e dell'ironia. Tuttavia, resta il fatto che questa è attualmente l'Arte in senso proprio.
DIVAGAZIONE SUL CONTEMPORANEO
Ma quale serie di bizzarri eventi ha fatto si che nel secondo 900 l'arte del momento venisse chiamata "arte contemporanea"? Tutto quello che accade oggi è contemporaneo! E anche quello che accadeva nel medioevo era contemporaneo all'epoca. Ovvio, anzi lapalissiano: "l'arte contemporanea è l'arte fatta oggi e che si occupa dell'oggi". Ma questo termine non mi infastidisce per la sua ovvietà, ben giustificata da molti saggi. Mi infastidisce perchè ci immaginavamo che l'arte fosse proprio l'unica cosa non contemporanea tra quelle che accadevano, doveva essere staccata dalla quotidianità, che guardava oltre il nostro tempo. Evidentemente non era quest'arte qui. Peccato.

Per questo, dopo un periodo in cui la suggestione sociale mi ha spinto in quella direzione, ho capito di non far parte di questa nicchia e quindi si può dire con una certa ironia che non sono contemporaneo.

LA DEFINIZIONE CHE MI PIACEREBBE
"Arte è l'attività produttrice di oggetti che hanno la sola funzione di essere esposti ad un giudizio estetico e che sono tali solo quando sono sotto questo giudizio".
Le motivazioni dell'autore, il contenuto, la tipologia del prodotto e l'esito del giudizio estetico non sono rilevanti ai fini della definizione.