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A MARUZZA
Formato progetto
Albo di 44 pagine in Bianco nero
Parte realizzata
30 pagine in Bianco nero (presentate)
Idea originaria e presentazione
Solo oggi mi accorgo che "A Maruzza" è una storia ispirata, sentita, coerente.
E' una storia scura e fiorita insieme, che mescola in modo - secondo me - originale il passato e il futuro.
Abiti seicenteschi si mescolano con tagli trendy ma non troppo, strutture tecnologiche sporche si confondono con edifici storici.
Ma "A Maruzza" è anche una storia che sotto una narrazione semifantastica nasconde un contenuto di amore verso la terra e timore per il suo rovinarsi.
A distanza di anni, oggi mi sembra che i luoghi più belli abbiano un destino preciso:
qualcuno li nota, passa parola,
qualcuno che ha un pò di soldi da investire comincia a costruire,
allora, rassicurati, anche altri costruiscono,
poi arriva il commercio, il turismo, il benessere economico,
il luogo diventa un affare richiesto, si intensificano le costruzioni, le promozioni,
il luogo diventa affollato,
attratta dal movimento arriva la delinquenza,
l'ordine pubblico diventa difficile da gestire,
qualcuno comincia a pensare che il posto non gli sta più bene,
qualcuno se ne va, e altri lo seguono,
ma gli edifici rimangono li, e con il tempo diventano critici, degradati.
Non c'è più niente da fare, ma ci sono altri luoghi belli dove andare...
Tutto questo discorso che faccio ora non esisteva in modo razionale quando ho scritto e disegnato questa storia e proprio per questo mi è piu cara, pur con tutti i difetti di un opera non ultima.
Non potrei dire che oggi la farei proprio cosi, ma se tecnicamente la farei diversa, forse concettualmente sarebbe molto simile.
C'è dunque un involontario richiamo ecologico in questa storia, un richiamo che ipotizza che, superato un certo limite, sarà la stessa terra a rivoltarsi contro chi la danneggia.
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