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IlL MONDO PERFETTO
progetto  idea  soggetto 

Formato progetto
Albo di 44 pagine Colore
Parte realizzata
3 tavole, 1 copertina (presentate)

Idea originaria e presentazione
L'idea originaria di questo progetto nasce da una storia a sua volta nata da un'intuizione: è possibile che tutto quello che vediamo sia falso? La risposta è stata si, ed ho trovato anche molti motivi per cui questo possa avvenire.

Questo è il racconto originario da cui è nato il progetto.
APRILE
Nel delizioso quartiere residenziale la palazzina del vecchio fioraio è circondata dal verde degli alberi. Sembra un giorno normale, splendido come sempre.
Ma oggi è un giorno speciale, trasmettono il messaggio del presidente alla televisione.
Il vecchio fioraio è lì, seduto insieme alla moglie e alla nipotina Marisa: davvero un bel quadretto familiare.
Ma guardando la trasmissione il fioraio cambia espressione: un piccolo mazzo di fiori al lato del presidente attira la sua attenzione.
Lo guarda sorpreso, spesso l'inquadratura si sposta e l'oggetto scompare, ma poi torna nel video e l'uomo lo guarda sempre con maggior attenzione. La sua famiglia osserva preoccupata.
Dopo un lungo silenzio dichiara convinto: "quel mazzo di fiori l'ho consegnato io alla sede presidenziale cinque anni fa, proprio per il messaggio alla nazione di quell'anno!".
La moglie lo irride e anche la piccola Marisa crede che sia uno scherzo.
La mattina dopo è una splendida domenica di sole e Marisa va in bicicletta lungo il viale.
Ma mentre pedala spensierata le torna in mente il discorso del nonno.
In fondo il palazzo presidenziale non è molto distante e le sembra divertente andare a dare un'occhiata.
Così comincia a pedalare in quella direzione, ma senza fretta. Le piace guardare i fiori dai mille colori gli alberi dalle chiome cariche di foglie luccicanti.
Ecco il grande viale che porta allo splendido giardino e poi al palazzo presidenziale.
A sinistra e a destra le ultime splendide palazzine eleganti prima dell'inizio del parco; c'è un tipo che lava la macchina e uno che fa footing con il cane.
La ragazzina avanza, ma da una di queste villette l'alto volume del televisore le fa sentire che è in arrivo una improvvisa perturbazione e quasi subito inizia a piovere.
Marisa si ferma interdetta.
Si sta già bagnando, sa che non dovrebbe farlo. Ma in fondo non fa freddo e la pioggia è leggera.
Le piace, così prosegue entrando nel parco.
Dalla radio di un chiosco colorato sente che è consigliabile tornare alle proprie abitazioni, ma ormai il grande palazzo bianco è in vista e sente che vale la pena proseguire.
In quel momento i megafoni comunicano che proprio in quella zona è previsto un terremoto, cosa che accade un minuto dopo.
Marisa è spaventata; in lontananza vede edifici sprofondare.
Il cielo diventa viola e una voce comunica l'arrivo di una tromba d'aria, poi un bombardamento della zona e ordina a tutti i cittadini di allontanarsi.
Ma Marisa cambia espressione, ripensa ale parole del nonno, c'è qualcosa che non va.
Ora pedala decisa tra le macerie mentre le bombe le esplodono a pochi metri di distanza, ma capisce che non possono toccarla, ora avanza senza paura perchè ha capito che è tutto finto.
Le ultime parole dei megafoni dicono "pensate al palazzo del presidente e pregate per la sua incolumità".
Quando la ragazzina arriva vicino al palazzo presidenziale questo comincia a deformarsi e come se fosse un uomo comincia a cercarla. Ma si muove in modo scomposto, vibra come in preda ad un disturbo.
E' il disturbo di un pensiero che non crede a quello che credono gli altri milioni di persone. Un pensiero del genere sarebbe irrilevante in situazioni normali, ma la sua vicinanza al cuore della finzione crea interferenze.
Il palazzo non può toccare la ragazzina, perchè più si avvicina e maggiore è l'interferenza.
Dopo aver cercato di spaventarla il palazzo scava sotto le sue fondamenta, raccogliendo tra le sue "braccia" un grande blocco di metallo e cavi, quello che sembra il cuore del sistema e comincia a scappare, sollevando una nube di fumo densissimo.
Una voce dal cielo comunica che un virus decimerà la popolazione mondiale a partire da quella zona. La gente comincia a sentirsi male ma la vista di quello strano gigantesco palazzo che fugge tra il fumo rende improvvisamente tutto chiaro anche a loro e in pochi secondi la malattia esaurisce i suoi effetti.
Intanto nella disperata corsa i cavi cominciano a staccarsi e dopo pochi metri l'edificio si sgrestola accasciandosi al suolo.
Quando il fumo si dissolve tutti guardano in silenzio; non ci sono più gli splendidi fiori ma solo terreno arido, al posto delle villette ci sono edifici contorti e macerie e non c'è più il sole in cielo ma masse di nuvole gialle e rumori di battaglia in lontananza.
La finzione è finita.

Soggetto
Giada rimane coinvolta in una disastrosa espolsione.
Arrivata in ospedale in coma, viene dichiarata clinicamente morta.
Si risveglia invece due mesi dopo, nella casa dei genitori, in campagna. Manca da quel luogo da molti anni ma rimane tristemente colpita dal posto. Osserva quell'ambiente sporco, fatto di costruzioni particolari e oggetti e piante che non ricorda di aver mai visto. Forse è abituata alle meraviglie della sua splendida città e freme per tornare al suo mondo perfetto.
Ed infatti, dopo un periodo di convalescenza, ci ritorna. Ma al suo arrivo pensa di aver sbagliato percorso. Quella in cui è arrivata é una città incredibile; Al posto dei bellissimi palazzi di cristallo dai rigogliosi giardini pensili, sorgono sconvolgenti strutture architettoniche di metallo rugginoso.
Il luccicante cielo azzurro è un ammasso di polveri e fumo che danno al tutto un opprimente colore ocra. Sono visibili dappertutto rottami e rifiuti e lontano si sentono rumori come di battaglie. Eppure, camminando, riconosce i nomi delle strade e il tragitto che porta verso casa. Forse c'è stata una guerra o una epidemia. Oddio! La sua casa è una massa di metalli contorti e qualcuno ha rubato lo splendido arredo e i vestiti sostituendoli con oggetti orribili e preoccupanti.
Le viene da pensare di essere ancora in coma, mai risvegliata. O forse tutto è dovuto a qualche danno cerebrale. Con questa convinzione Giada va in ospedale. Spiega il suo problema ma i medici si rifiutano di visitarla; il suo nominativo è quello di una persona deceduta.
Intanto intorno tutti sorridono e si divertono; passeggiano tra i rottami, fanno acquisti in strani supermercati fatiscenti che espongono oggetti scadenti, non si curano dei crolli. Insomma, si comportano proprio come se vivessero in un mondo perfetto.
Proprio quando si sente persa ha la sensazione che tutto torni come prima, intravede il cielo azzurro, ma è solo un attimo. Quando le accade di nuovo si accorge che avviene ogni volta che mangia, beve o fuma. Potrebbe essere un miglioramento, ma nota che tra gli ingredienti di cibi, bevande e sigarette ce n'è uno sempre presente a cui non aveva mai fatto caso prima.
Le viene un dubbio, decide di mangiare il meno possibile, beve acqua piovana e non fuma. Cosi vive esplorando questo nuovo mondo, come una turista che un tour operator distratto ha fatto sbarcare su un altro pianeta.
Finchè una notte scende in strada per vedere quelli che intravedeva dalla finestra e che credeva cinghiali: sono cose ben diverse, esseri mai visti prima che fanno da spazzini, portando via i morti e i rottami che ostacolano il passaggio. Alcuni sentono il suo odore, le danno la caccia ma, incomprensibilmente, non riescono a vederla...