IL LUNGO ADDIO
Questa stanza è denominata "Palettes" in quanto contiene opere che sono un omaggio all'estetica vecchia e nuova della pittura. Le quattro serie presentate seguono approcci e tecniche diversi ma sono tutte accomunate da due punti (che le collegano alle opere Virtual Spaces): l'abbandono degli equilibri della composizione, sostituiti da una griglia mai però rigidamente geometrica e un livello più o meno elevato di casualità che mette in evidenza il comportamento del pigmento.

- La prima serie - Short Stories -, rappresenta specificamente il segno del pennello portato alle sue estreme conseguenze. La pennellata, libera e spudoratamente in vista, è l'unica protagonista della scena, è quella che racconta autonomamente la storia, segnata dal suo percorso ondulatorio che copre tutta la superficie.
- Nella seconda serie - Waves -, la pennellata viene controllata e compattata e rilascia infinite variazioni cromatiche in una eccezionale sfumatura, tecnica oggi largamente odiata ma di grande importanza storica.
- Nel terzo gruppo - Undercover - la pennellata è scomparsa e al suo posto compare (anche se non si percepisce direttamente) uno strumento nuovo: la smerigliatrice, che permette risultati originali sfruttando una diversa gestione dei livelli.
- Per ultima è presentata la serie dei Territories. Anche qui la pennellata è scomparsa, il pigmento viene disposto con vari strumenti secondo un ordine più casuale, seguendo le sue caratteristiche fisiche e forma variabili molto simili alle formazioni naturali. Un incrocio tra figura e astrazione che richiama le spettacolari immagini che possiamo vedere solo da pochi anni grazie ai satelliti e a Google Maps.