TOMORROW
Pure digital virtual spaces

In questa room viene presentata la produzione puramente digitale, quella che parte dall'idea che nel prossimo futuro il digitale amplierà il concetto di interattività anche nella fruizione artistica grazie al fatto che non avrà più bisogno di altri supporti, ma vivrà del suo stesso supporto di base: il monitor.
In questa produzione "digital specific" le opere quindi non rientrano più in nessuna delle categorie tradizionali. Chi si trova davanti a queste opere non si trova più davanti ad un quadro, ad una scultura o ad una installazione o performance: si trova davanti ad uno schermo, ma non solo per guardare. Lo schermo è interattivo, e diventa uno spazio virtuale in cui muoversi liberamente, navigare, zoomare, entrare, scoprendo un mondo infinito che da molti lati nessuno, neppure l'autore, ha mai visto. In questo contesto dunque la fruizione non è più passiva ma addirittura l'opera non è predefinita come le opere tradizionali, i suoi risultati sono imprevisti e cambiano in base all'azione e al gusto del fruitore.

(PREMESSA: COME MUOVERSI)
• In caso di visualizzazione da COMPUTER, posizionare il cursore del mouse sull'immagine, tenere premuto il tasto destro e muovere. Alcune opere danno la possibilità di "avvicinarsi", in questo caso usare la rotellina centrale del mouse.
• In caso di visualizzazione da TOUCH-SCREEN (smartphone o tablet), posizionare l'indice sull'immagine e muovere. Per ingrandire - dove è possibile - usare pollice e indice, allontanandoli o avvicinandoli come da prassi per lo zoom.

FORZATURA ED ESTETICA
Qui un software 3D viene messo sotto pressione per ottenere risultati che lo stesso software non prevede come standard. Questi anzi, sono considerati errori di utilizzo e pertanto non vengono contemplati, ufficialmente non esistono. Questa operazione mette in evidenza più di ogni altro intervento, l'estetica intrinseca di questo strumento.

SUPPORTO
Cosa usiamo nel tempo libero a casa? Cosa usiamo al lavoro? Cosa ci portiamo sempre dietro e consultiamo continuamente?
Per tutte e tre le domande la risposta è la stessa: un monitor. Oggi lo schermo è già lo strumento principe della comunicazione, per non dire di tutta la nostra vita. La maggior parte delle informazioni ci arriva da lì e certamente anche l'Arte passerà di lì.
Occorre allora abbandonare l'idea di spostare un'opera digitale in un contesto analogico (per es. stamparla) anche perchè è di per sè un ragionamento limitante in quanto: 1) considera l'immagine digitale come un surrogato o comunque un facsimile dell'immagine fisica, 2) non rispetta il formato nativo dell'opera, che per esempio utilizza i colori luce e non i colori pigmento, 3) il cartaceo è uno strumento molto più limitato rispetto alle potenzialità del digitale, 4) per finire, un'immagine cartacea è ormai molto più difficile da gestire, utilizzare e reperire rispetto ai files.

MULTIDIMENSIONALITA': MISURA, SPAZIO E TEMPO
L'opera che sfrutta appieno le potenzialità digitali è multidimensionale da tutti i punti di vista:
A) non ha una misura specifica, nè in cm nè in pixel perchè utilizza i vettori, che sono svincolati dalla risoluzione. Inoltre le nuove tecnologie permettono all'immagine di adattarsi sempre al supporto, pertanto l'opera non risente del fatto che la si osservi su un piccolo smartphone o su uno schermo da 100 pollici.
B) è sia a due dimensioni, perchè è su uno schermo quindi su una superficie piatta, sia a tre dimensioni, perchè ci si può navigare e muoversi come in uno spazio profondo.
C) il tempo non è lineare. Le opere che prevedono un tempo lineare (musica, video, performances...) prevedono un percorso temporale obbligato, il digitale invece può organizzare il tempo in modo che possa essere gestito dal fruitore.

In conclusione, l'opera digitale pura, a differenza di ogni altra tipologia di opera, è completamente gestibile dal frutiore, che non ha vincoli nè di spazio nè di tempo per esplorarla e cambiarla in base al suo gusto e alla sua volontà.
 
 
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